Stampa da PDFThis page as PDF

Il pesce, tra mercurio e omega-3

Illustrazione di Gianluigi Marabotti

Non è infrequente nel campo della nutrizione assistere a notizie contraddittorie, che spesso confondono il lettore, lo disorientano nelle scelte alimentari e contribuiscono a generare ansia e sconforto.

Un esempio è quanto viene pubblicato in merito al pesce, citato talvolta come fonte di acidi grassi essenziali della serie omega-3, noti per le proprietà antinfiammatorie e protettive soprattutto per l’apparato cardiovascolare, oppure accusato di veicolare metalli tossici e potenzialmente cancerogeni. Tra questi ultimi in particolare troviamo: l’arsenico, il metilmercurio, il cadmio, il piombo e i policlorobifenili. L’arsenico, inoltre, è classificato dalla IARC (International Agengy for Research on Cancer) come sicuramente cancerogeno per l’uomo.

A fare chierezza sull’argomento ci ha aiutato un oncologo di fama mondiale il Prof. David Khayat, presidente dell’Istituto nazionale dei tumori francesi che, nel libro di recente pubblicazione “La vera dieta anticancro, Mondadori 2011” scrive riferendosi al pesce:

“Le specie che presentano i livelli più alti, per esempio di mercurio, sono quelle dei predatori: pesce spada, pesce imperatore, marlin, tonno rosso, anguilla, verdesca o altri squali. Evitateli, anche se sono ricchi di qualunque cosa sia. In compenso esistono specie ricche di omega-3 e, tuttavia, con una concentrazione generalmente debole di mercurio. E’ il caso, per esempio, dello sgombro, delle acciughe o delle sardine”.

In più il celebre oncologo consiglia di consumare solamente la carne del pesce, rimuovendone accuratamente la pelle, in quanto proprio quest’ultima accumula più metalli pesanti.

Riporto, infine, le raccomandazioni complete del Prof. Khayat in merito al consumo specifico delle diverse specie di pesce, croscacei e molluschi:

Pesci

da evitare: spada, imperatore, marlin, sirki, tonno rosso, anguille, verdone, squalo

da privilegiare: sgombro, acciuga, sardina, orata, spigola, sogliola

Crostacei e frutti di mare

da evitare: buccini, ragni di mare

da privilegiare: capesante, vongole, cozze, gamberetti

Stupisce, in particolar modo, come i molluschi bivalvi, come cozze e vongole, notoriamente filtratori, siano stati assolti e rimossi dal banco degli imputati.

Lascia un commento

4 commento/i

  1. Bell’articolo. Complimenti!

    :-) )

  2. Grazie Adriano! In futuro tornerò a scrivere sull’argomento.

  3. Il baccalà e il calamaro?

    • In termini di prevenzione tumorale il baccalà è sconsigliato per l’alto contenuto di sale (che correla con il tumore dello stomaco). Via libera per il calamaro. Tuttavia, come diceva Paracelso, è la dose che fa il veleno.

Lascia un commento

-->