PapaIl Santo Padre, capo della chiesa cattolica, non finisce mai di stupirmi e sconcertarmi.

Non mi ero ancora ripreso dalla notizia, pubblicata su tutti i giornali e divulgata anche da radio e televisione, che lo stesso Santo Padre, dopo attenti e laboriosi studi teologici, aveva scoperto e annunciato, proprio in prossimità del S. Natale che ci appressiamo a festeggiare, che il bue e l’asinello, coprotagonisti in tutti i presepi del mondo, in realtà e con certezza non erano lì a riscaldare il neonato Bambinello nella mangiatoia, ma forse erano chissà in altro luogo, quando quest’oggi ho letto sui vari giornali che quotidianamente leggo, una nuova strabiliante e sconcertante notizia riguardante il Messaggio del Papa per la Giornata della Pace.

Secondo le inequivocabili e chiare parole del Papa, le nozze gay rappresenterebbero una ferita grave per la pace.

Sinceramente ho letto e riletto varie volte gli articoli di tutti i giornali in mio possesso, che riportavano la notizia, per sciogliere ogni dubbio a me stesso di non aver compreso, o frainteso, ma le parole del Papa riferite tra virgolette mi sono apparse di una chiarezza indiscutibile e fuori discussione. Per chi non avesse avuto modo di leggere la notizia e conoscere a questo proposito il pensiero del Papa, riporterò anch’io tra virgolette le parole pronunciate dal Papa, così come le ho lette, perché anche Voi possiate farVi una opinione a proposito: “I tentativi di rendere il matrimonio tra un uomo e una donna giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione sono un’offesa contro la verità della persona umana e una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”.

Premesso che le parole del Papa, liberissimo di esprimere il proprio pensiero e il proprio personale convincimento in ambito religioso, mi appaiono ancora una volta come una indebita, non richiesta ingerenza negli affari di uno, o di più Stati sovrani, che dovrebbero essere liberi di legiferare, laicamente, secondo la ben nota e famosa frase di Camillo Benso di Cavour “libera Chiesa in libero Stato”, ingerenza cui siamo ahimè abituati tanto da non esserne più offesi o sconcertati, mi chiedo da questa mattina con angosciante e lacerante assiduità, cosa mai c’entrino le nozze tra persone omosessuali con la salvaguardia della giustizia e soprattutto della pace. Forse che i matrimoni tra persone omosessuali, ove venissero giuridicamente riconosciuti, rischierebbero di scatenare una terza guerra mondiale? Oppure una guerra di religione come quelle cui assistiamo anche attualmente e abbiamo studiato nei libri di Storia?

Sarei felice se il Papa mi e ci illuminasse riguardo a questo pericolo.

Ma la suddetta ingerenza del Papa e della Sua Chiesa negli affari interni di Stati che dovrebbero essere sovrani non si ferma qui, ma va ben oltre quando si affronta la vexata quaestio dell’aborto e della eutanasia. Ancora una volta, a riprova di quanto sostengo, riferisco tra virgolette le parole del Papa: “E’ un’importante cooperazione alla pace che gli ordinamenti giuridici e l’amministrazione della giustizia riconoscano il diritto all’uso del principio dell’obiezione di coscienza nei confronti di leggi e misure governative che attentano contro la dignità umana, come l’aborto e l’eutanasia”.

Ribadendo il concetto che proprio non capisco cosa mai c’entrino con la conservazione della pace, l’aborto e l’eutanasia, l’esortazione del Papa, tra le righe, è e la leggo non intendendo possibile altra interpretazione, come una implicita esortazione alla disobbedienza, sotto forma di” obiezione di coscienza”, a leggi e misure governative. Non aggiungo altro, se non che il fatto mi sembra particolarmente grave e intollerabile.

 

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